IL PROGRAMMA È PROVVISORIO.
Spoiler alert:
CI SARANNO ANCORA PIÙ GIOCHI e talk 😉

venerdì

10 dicembre

17 – Apertura!
18 Talk e workshop
20:30 – Cena
21 – Fascia di gioco #1

sabato

11 dicembre

9:30 – Rito di Benvenuto!
10.30 – Fascia di gioco #2
13:30 – pranzo
15:00 – Fascia di gioco #3
20:00 – Cena
dalle 20.30 in poi LARP PARTY e Salotto del Freeform.

Domenica

12 dicembre

10:00 – Fascia di gioco #4
13:30 – Pranzo
14:30 – Premiazione SW Awards e Rito di Saluto
15:00 – Fascia di Gioco #5
17.30 – Tutti danno una mano a sistemare la location 😉
18.30 – ILF 2021 chiude i battenti!

larp in programma

the best medicine

di Mo Holkar 

  • Durata: 3 ore
  • Giocatori: 5-8
  • Parole chiave: Comico, funerale, Stand-up comedy

Un larp sul ridere e sui suoi effetti positivi: su come la risata sia, come dice il vecchio detto, la migliore medicina.

Siete un gruppo di persone divertenti – comici e attori. Vi conoscete tutti, più o meno e vi trovate riuniti per piangere/celebrare la perdita di collega– un vero grande, con cui tutti avete avuto esperienze diverse. Il suo ultimo desiderio era che le ceneri fossero sparse in mare dai suoi amati colleghi. Voi.

The Best Medicine vi dimostrerà che la “risata da larp” (favorita dalle meta tecniche) fa bene quanto la risata “vera”. Preparatevi a spanciarvi…

prima vennero

di Chaos League

  • Durata: 2 ore
  • Giocatori: 3-5
  • Parole chiave: rimorso, senso di colpa, riscatto, omertà.

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.

In Prima vennero i giocatori vestiranno i panni di indesiderati del governo nazista, districandosi tra il dolore e la paranoia che le persecuzioni del regime incisero sulla pelle degli stessi cittadini tedeschi. Nel ripercorrere le vicende dei personaggi, tenteranno di comprendere come siano potuti arrivare fino a questo punto.

Quali sbagli e quali nefandezze hanno compiuto per salvarsi la vita finora? Sono stati anche loro parte del problema?

a journey home

di Simon James Pettitt 

  • Durata: 3 ore
  • Giocatori: 4-5
  • Parole chiave: natura, famiglia, ricordi

A Journey Home è un larp poetico e malinconico, a tratti onirico.

Racconta la storia di una famiglia tornata nella propria città d’origine per ricostruirsi una vita, dopo una serie di eventi sfortunati. Si gioca all’aperto, tra la pineta e la spiaggia deserta. La natura circostante viene utilizzata per creare ricordi condivisi ed esplorare le memorie dimenticate, attraverso meccaniche narrative profonde e collaborative.

 A Journey Home è un larp tranquillo e contemplativo in cui ci si concede il tempo di raccontare la storia di una famiglia che si ama profondamente, malgrado le differenze e le difficoltà. E’ liberamente ispirato ai videogiochi del genere “walking simulator”, in cui ci si muove attraverso un mondo ricco di echi del passato, da svelare poco a poco.

Alcuni titoli di riferimento: Everybodys Gone to the Rapture, Dear Esther e What Remains of Edith Finch.

qualcosa non va

di Kira Magrann 

  • Durata: 3 ore
  • Giocatori: 5-6
  • Parole chiave: atmosfera David Lynch, identità, confusione, surrealismo. 

Something Is Wrong Here è un gioco di ruolo ispirato ai lavoro inquietanti di David Lynch, intriso di atmosfere emotive e personali. Interpreterete personaggi tormentati che lottano con il loro passato oscuro e i loro demoni interiori, creando connessioni profonde.

Nella tavola calda di una piccola cittadina rischiarata da un’insegna al neon, in un’auto in panne sull’autostrada, nel salotto tappezzato di qualcuno, nella vecchia locanda lungo la strada, si svolgono inquietanti scene di un’America inquieta e disturbata.

Il gioco si ispira alle atmosfere di Twin Peaks, Mulholland Drive e Blue Velvet.

five for the silver

di Mo Holkar

  • Durata: 3 ore
  • Giocatori: 12
  • Parole chiave: pirati, segreti, scene rigiocate più volte

È passato un anno dalla morte del famigerato capitano pirata Tall Jane Silver e dalla dispersione ai quattro venti dei suoi ufficiali e del suo equipaggio. Stasera però ci si riunisce, alla locanda ‘Buck & Ear’, per celebrare la sua memoria… o forse per riaprire vecchie ferite. I segreti saranno scoperti, le lacrime saranno versate, e forse anche il sangue. Come il vecchio Silver avrebbe senza dubbio desiderato…

E’ un larp basato segreti, obiettivi individuali e trame che si svelano durante il gioco. Tuttavia c’è un colpo di scena abbastanza importante: giocheremo la stessa scena cinque volte di seguito, ogni volta con uno stile diverso dal drammatico allo sperimentale, fino al comico. Lasciatevi tentare e salpate con noi!

white death

di Nina Runa Essendrop e Simon Steen Hansen

  • Durata: 4 ore
  • Giocatori: 5-15
  • Parole chiave: pionieri, montagne, esplorazione, sentimenti forti

Un gruppo di pionieri una volta partì per le montagne con l’obiettivo di creare una nuova società, portando solo le cose assolutamente necessarie, oltre alla loro fede e ai loro sogni. Pur avendo le migliori intenzioni, i pionieri non ebbero successo. La vita in montagna si rivelò dura e impegnativa. Uno dopo l’altro, la neve li ha abbracciati, dando loro silenzio, pace, tranquillità e luce.

Whithe Death è un silent larp in cui il movimento prende il posto delle parole. I giocatori I giocatori sono guidati attraverso sentimenti come la rabbia, la frustrazione, il dolore e la paura – e i sentimenti di pace e vicinanza che seguono la loro morte. La musica di Tom Waits, Nick Cave e Johnny Cash accompagna l’esperienza.

I Say A Little Prayer

 di Tor Kjetil Edland

 

  • Durata: 4 ore
  • Giocatori: 4 
  • Parole chiave: AIDS, amicizia, paura della morte

“Ci farà impazzire tutti, dover vivere giorno per giorno questa epidemia, mentre il resto del mondo va avanti come se niente fosse. Mentre gli altri vivono le loro vite senza sapere cosa si prova, che cosa stiamo attraversando. Siamo in uno stato di guerra, mentre loro sono in uno stato di pace, eppure viviamo tutti nello stesso Paese.”
– Larry Kramer, drammaturgo americano e attivista.

I Say A Little Prayer segue le vicende di cinque giovani uomini gay durante la prima epidemia di AIDS all’inizio degli anni ’80. Esploreremo le loro avventure romantiche e sessuali e seguiremo l’evolversi della loro amicizia durante l’arco di un paio di anni, durante i quali l’intera comunità gay sarà duramente colpita dalla malattia. Attraverso il meccanismo della “lotteria della morte” scopriremo chi di loro morirà prima che la storia finisca, e in che modo la loro morte influenzerà le vite dei sopravvissuti.

Questo scenario è per chi ama giocare storie basate su relazioni personali sfaccettate e per chi desidera esplorare senza inibizioni storie cariche di emozioni.

Nonostante tutti i personaggi siano uomini, giocatori e giocatrici di qualunque genere e sesso sono i benvenuti a partecipare.

come a casa

 di Thomas Christophel 

  • Durata: 3 ore
  • Giocatori: 5-8
  • Parole chiave: amicizia, malinconia, ritorno a casa, momenti di felicità

 

Come a casa home è un larp sulla memoria, l’amicizia e il trovare la propria strada.

È la storia di un gruppo di amici cresciuti insieme e poi andati per il mondo, ma senza mai perdere contatto, sostenendosi nei momenti di difficoltà e di cambiamento. Perdendosi e ritrovandosi continuamente. Avete vissuto tutti insieme in un luogo che chiamavate “casa”.

Ma la vita significa cambiamento e all’inizio di questo larp, dovrete lasciare questo porto sicuro. Il gioco si sviluppa in sei scene in cui il destino, o la fortuna vi riunirà, anni dopo.

Chain gang

di Francesca R. Cicetti, Alessandro Giovannucci

 

  • Durata: 2-3 ore
  • Giocatori: 8-14
  • Parole chiave: oggettificazione, giudizio, libertà e schiavitù

Nella prigione, la gang ai lavori forzati lavora senza sosta per costruire una macchina utile al Governo a cui si è sempre ribellata. Non esiste altra possibilità. Lo sguardo austero e duro delle guardie impedisce qualsiasi rivolta. I carcerati non esistono più come singoli, ma solamente come gruppo. Chi erano prima non conta nulla.
E dunque, cosa resta all’uomo, quando perde la sua libertà? 

Chain gang è uno scenario parzialmente non verbale che prende vita in un penitenziario di massima sicurezza, dove un gruppo di detenuti ai lavori forzati viene tenuto sotto controllo dalle guardie della struttura. Tutti i detenuti sono colpevoli di un reato contro il Popolo, e hanno violato le leggi del Presidente. Tutte le guardie hanno votato la loro vita alla nazione, alla causa e al governo.
Il gioco si focalizza sull’uso del movimento, sui concetti di libertà e schiavitù, sulla consapevolezza del proprio corpo e offre esperienze differenti e opposte a seconda del ruolo che si sceglie di interpretare.

Robin’s friends

di Anna Westerling 

  • Durata: 2 ore
  • Giocatori: 3
  • Parole chiave: amicizia, errori, perdita

È un gioco sulla bellezza dell’amicizia e sulla difficoltà di comunicare anche quando le intenzioni sono buone. Cosa succede quando l’incapacità di comprendere gli altri ti porta improvvisamente a capire solo che è troppo tardi?

Se avessi la possibilità di cambiare le cose, lo faresti? Una star, un produttore e un infermiere – tre amici intimi partiti per una breve vacanza, per divertirsi e stare insieme. Ma ogni personaggio ha il proprio bagaglio di pensieri, e il fine settimana è costellato dai litigi. E nella vita non c’è una seconda possibilità.

Un gioco di punta della scena jeepform, con meta-tecniche narrative e un approccio emotivo e delicato.

Della tua Carne

di Costanza Chelidonio e Valentina Pizzini

 

  • Durata: 2-4 ore
  • Giocatori: 6
  • Parole chiave: potere, corpi, oppressione, segreti

In una realtà distopica in cui uno Stato totalitario realizza il più stretto controllo sul corpo delle donne e sulla loro capacità di generare, sei personaggi si aggirano tra le mura di una casa, attendendo il compiersi di un rito terribile ed apparentemente inevitabile. Rapporti di potere e ruoli sociali rigidamente prestabiliti; ombre del passato e segreti presenti: sono questi gli elementi con i quali il giocatore è chiamato a misurarsi, alla ricerca di una possibile redenzione o della salvezza personale.

Ispirato al romanzo Il racconto dell’Ancella di Margaret Atwood, lo scenario tratta temi sensibili, in particolare quello dello stupro, della violenza e della discriminazione di genere. Le autrice sono assolutamente disponibili a dare ulteriori indicazioni a chi desiderasse partecipare, ma si sentisse particolarmente vulnerabile in relazione all’argomento trattato.

Fuori tempo

di Michela Bernini, Adriano Bompani, Alessandro Romanzin, Gigi D’Amore, Nicola Urbinati e Oscar Biffi

    • Durata: 2-4 ore
    • Giocatori: 8
    • Parole chiave: tempo, amicizia, adolescenza, età adulta

    Caro me del futuro. Perché ti scrivo? Sono curioso, come tutti i ragazzini. Lo sono ancora? Curioso, dico. O meglio, lo sarai? Intendo te nel tuo presente. Che poi sono io. Insomma, hai capito. Voglio chiederti tante di quelle cose, ma una la so già. Saremo ancora tutti uniti.

    Caro me del passato. Perché ti scrivo? Da bambini si pensa che gli adulti abbiano tutte le risposte, da adolescenti che non capiscano niente. Forse la verità sta nel mezzo. Ci sono tante cose che vorrei tu sapessi, ma ce n’è una che avrei preferito non imparare mai. Niente dura per sempre.

    In Fuori tempo quattro giocatori danno vita a un gruppo di adolescenti durante una magica estate scandita da quattro scene, mentre gli altri quattro vestono i panni di quello stesso gruppo di amici nei momenti cruciali dell’età adulta. Tra una scena e l’altra i due interpreti dello stesso personaggio s’incrociano, scambiandosi memorie e desideri, oltre a rivolgersi una singola domanda: quanto il passato influenza il futuro? E viceversa?

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